15 Gennaio 2007

Roberto Benigni!!!!!!!!!!!!!!

Roberto Benigni e'nato nel castigliano fiorentino il 27 ottobre del 1952!Roberto e' sempre stato un tipo allegro ed espansivo,e gia' da giovane con il suo modo di fare semplice,spontaneo ed ironico riusciva a far divertire i suoi compagni di scuola....!Dopo aver inziato come cantante e musicista..,Benigni continua con il teatro, e nel 1972 si trasferisce a roma per frequentare il triennale di teatro sperimentale , partecipando a diversi spettacoli, dove di alcuni cura la regia..!Nel 1975 fa un incontro fondamentale per la sua carriera, con Giuseppe Bertolucci, che scrive per lui il monologo "Cioni Mario di Gaspare fu Giulia", che ottiene grandissimo successo dapprima al Teatro Alberico di Roma e portato poi su tutti i palcoscenici italiani. Il personaggio di contadino toscano, in gran parte autobiografico, contiene già l'ambivalenza che caratterizza anche in seguito le sue interpretazioni: da un lato, una travolgente esuberanza gestuale e soprattutto verbale, che ricorre volentieri all'eloquio plebeo e all'aperta irriverenza verso qualsiasi forma di autorità; dall'altro lato un candore ingenuo e quasi infantile, che lascia spesso intravedere una vena di surreale e malinconica poesia. Nel 1977 approda,finalmente,al cinema con il film " berlinguer ti voglio bene", il quale suscitò la censura in alcune sale italiane,"grazie" ai censori dell'italia democristiana";benigni venne lasciato senza nessun supporto anche dalla critica. Quindi l'immagine del primo benigni fu quella del personaggio scomodo e ribelle, dove temuto da una parte, dall'altra apprezzato, come uomo imprevedibile e creatore di sorprese.Infatti questo suo lato imprevedibile, provoco stupore quando apparve ad una manifestazione del Partito Comunista,dove l'irreverente Benigni prese in braccio il politico Berlinguer e lo dondolò tra le sue braccia. Questa scena era senza precedenti.I politici avevano sempre avuto un modo serioso e formale di farsi vedere in pubblico,e da quel momento "grazie" alla pazzia del nostro Benigni,che lasciò il segno, i politici intrapresero una strada di revisione dei propri comportamenti, piu' familiari e meno formali.Ma questa non sarà l'unica volta che benigni si mostra in comportamenti fuori dell'ordinario; roberto anche in altre occasioni sfoggera il suo modo di fare da comico tutto originale ed ingenuo, come l'incontro con il papa, dove mostrerà un gesto affettuoso nei suoi confronti,poi nel programma della carra', con Pippo Baudo,insomma in ogni trasmissione e con ogni personaggio esibiva il suo temperamente comico. Mentre partecipa a film di seconda mano, nel 1978 entra stabilmente nella tramissione di Renzo Arbore(l'altra domenica), nelle vesti di uno stralunato ed improbabile critico cinematografico. Nei primi anni 80 continua la collaborazione con Renzo Arbore in film come "Il Pap'occhio" e "FF.SS." Nel primo e' completamente scatenato, con le scene da antologia quali: sul balcone papale, dove il nostro si affaccia al posto del Pontefice, e soprattutto l'impagabile monologo con l'affresco del Giudizio Universale, dapprima tagliato dalla censura e poi riproposto integralmente nel 1998, alla pubblicazione in videocassetta.Nel 1983 inizia la sua carriera di regista cinematografico con "Tu mi turbi" film in quattro episodi dove ha ancora modo di mostrare la sua incontenibile verve nella scena famosa della guardia al Milite Ignoto. Il film viene apprezzato da pubblico e critica, quest'ultima però accoglie tiepidamente la sua prova dietro la macchina da presa. Su quel set incontra l'attrice cesenate Nicoletta Braschi, che diventerà sua moglie e compagna inseparabile il 26 dicembre 1991 con una cerimonia privata. Da quel momento sarà presente praticamente in tutti i film diretti e interpretati dal marito. Grandissimo successo di cassetta lo ottiene poi, nel 1984 con "Non ci resta che piangere", scritto, diretto ed interpretato con Massimo Troisi, pieno di gag e tormentoni entrati nel linguaggio comune e divenuti immortali. I due comici, qui al loro unico film recitato in coppia, sono simili per l'uso personale della parola e della mimica e per il ricorso al dialetto, ma anche profondamente diversi per l'appartenenza a due universi culturali tra loro assai distanti.Nel 1986 girera'per tutte le piazze e teatri d'italia per spettacoli comici, che poi verranno replicati in videocassetta nel 1996(tutto benigni). Dal 1987 al 1993 lavorò in film come "Coffee and cigarettes","Taxisti di Notte","Il figlio della pantera rosa", nel film di fellini "La voce della luna",e nella fiaba musicale di Sergej Prokofiev "Pierino e il lupo" sotto la direzione del prestigioso direttore d'orchestra Claudio Abbado. Negli anni 90 credo arrivi il vero successo di Roberto con film come "Il piccolo Diavolo", "Johnny stecchino" e "Il mostro", dove si sdoppia in due personaggi. In questi film mette a tacere la sua vena più aggressiva e popolana per concentrarsi su spiritosi equivoci.Nel 1997 raggiunge la consacrazione internazionale con l'acclamatissimo "La vita è bella", il film che racconta la tragedia dell'Olocausto. La pellicola suscita un vero e proprio vespaio a causa dell'argomento trattato, in contrasto troppo stridente, secondo alcuni, con la comicità presente nel film. Benigni, figlio di un ex-deportato (Luigi Benigni ha passato due anni nel campo di concentramento olandese di Bergen-Belsen, il medesimo di Anna Frank, ed il film si basa in parte sulle sue esperienze), difenderà sempre la sua scelta di trattare un tema così delicato con un nuovo approccio: la sceneggiatura tragicomica, in realtà, non fa altro che accentuare la drammaticità e la commozione di alcune scene, proprio grazie a questo contrasto. Questo film e' stato un successone, e proprio per il successo la sera degli oscar del 1999 riceve 7 nomination, tra cui la prestigiosa statuetta per il mioglior attore protagonista. Benigni è il primo attore non anglosassone a vincere in questa categoria, ed è anche l'unico attore - insieme a Laurence Olivier - ad aver vinto tale premio in un film diretto da sé stesso, ed il quinto a vincerlo per una commedia. È anche stato il quarto nella storia a ricevere nello stesso anno le nomination come attore, regista e sceneggiatore, dopo Orson Welles, Woody Allen e Warren Beatty.Nel 2001 inizia la lavorazione di Pinocchio, uscito l'anno seguente, di cui firma la regia, la sceneggiatura e la produzione. Si tratta di uno dei film più costosi della storia del cinema italiano. Al botteghino il film ottiene un buon successo, ma viene preso di mira ancora una volta da parte della critica. Una polemica nasce dalla scelta di Benigni di non aver incluso sui manifesti il nome del creatore di Pinocchio Carlo Collodi. La risposta del comico sarà: "Collodi è un'assenza che più presenza non si può, è come dire che la Bibbia è tratto dall'omonimo romanzo di Dio. Tutti al mondo sanno che Pinocchio è di Collodi."Nel 2004 produce, scrive e dirige il suo ottavo film, sempre al fianco della moglie Nicoletta Braschi, intitolato La tigre e la neve, uscito nelle sale il 14 ottobre 2005. Si tratta della riproposizione di tematiche già presenti nel film La vita è bella (un uomo qualunque, ilare e giocoso che si innamora di una donna) ambientata stavolta in un altro tragico contesto, la devastante guerra in Iraq avvenuta dopo la caduta del regime di Saddam Hussein. Nel film, con Benigni e la Braschi, appaiono Jean Reno e Tom Waits. Anche questo si rivela un grande successo di pubblico, ma viene accolto in maniera controversa dalla critica. Anche questo film si rivela un vero inno alla vita e alla gioia di vivere.

Mi sono sentito di scrivere la sua biografia,perche lo sento dentro, perchè esprime tutto cio che io ho dentro, e' una persona semplice come me, perchè con queste parole, con queste semplici parole, volevo esprimere tutta la mia gratitudine verso un'uomo cosi grande! Grande perchè riesce a darmi ogni volta delle emozioni vere,che vengono dal profondo! Roberto ti ringrazio di farmi vivere ogni volta attraverso i tuoi fantastici film emozioni nuove e vere!! Ho voluto scrivere questa biografia, per omaggiare la vita,ancora non finita per fortuna :-D, di un uomo(che ancora come emozioni può dare tanto) che per me sia come attore ed ancor prima come uomo, e' da apprezzare..! Lui non si sforza di essere cosi,lui e' cosi e basta; lui e' naturale, semplice e simpatico.Lo apprezzo anche per la sua sensibilità,scaturita sopratutto nei suoi ultimi tre film.Si e' rivelato un'uomo non solo ironico ma anche molto profondo sia come padre nel film "la vita e' bella",dove cerca e riesce a far vedere agli occhi del figlio la permanenza nel campo di concentramento come un semplice gioco; sia come uomo(come nel film la tigre e la neve) che farebbe di tutto per la donna che ama, e anche per la sua parte di bambino ( e secondo me tutti abbiamo e porteremo sempre un bambino dentro di noi ) nel film di "Pinocchio, dove esprime tutta la sua parte infantile,innocente; e non recita una parte, ma esprime una parte di sè, una parte che e' dentro di lui.E' da apprezzare perche' con la sua semplicita' ci ha fatto capire che certi tabu', certi comportamenti, certi muri devono essere abbattuti, solo cosi ci evolviamo verso una mentalita' piu aperta e progredità,e solo Roberto possiede! Credo che forse indirettamente,con il suo modo irreverente ci vuole far capire che essere se stessi è la cosa più bella che ci possa essere, perchè come noi non c'e' nessuno e proprio per la nostra unicità, omologarci alla massa sarebbe la cosa più sbagliata che si possa fare! Nella sua vita cinematografica, ha quasi sempre ricevuto dai critici alcuni piccoli commenti negativi sui suoi film, ma non per questo lui ha modificato il suo essere,più che altro e' maturato come attore(ed è diverso dal cambiare se stessi)e ancora adesso per i suoi ultimi film e' stato criticato,ma lui sicuramente saprà che il suo modo di fare non è sbagliato, e cosi facendo continua per la sua strada cosi com'era,com'è e come sara sempre!

Per concludere vi posto il monologo di Benigni a San Remo del 2002,dove parlando della bellezza delle due vallette presenti al festival,la Belvedere e la Letizia Casta, arriva a definire l'amore in tutte le sue parti,e tutto quello dice e' preciso...non c'e' niente da aggiungere!

Queste non sono donne, sono il ministero della Sanità. E’ una cosa d’una bellezza. Quando si ama si può fare quello che ci pare perché l’amore è la mano di Dio sulla spalla dell’uomo. Quando amano, anche i cani abbaiano in rima. E non si deve amare un po’ così e un po’ cosà, ma continuamente: l’amore che s’accende e si spenge, si fulmina. Bisogna amare con grandezza. L’amore che vivacchia, che tira a campare, more. L’amore è il Nettuno del sangue. E quando non si sa finir la frase, quello vuol dire che si ama. L’amore è l’unica limitazione della libertà che ci rende più liberi. E’ una cosa maravigliosa, proprio con la A. E allora io, proprio per dedicarvi questo, lo ripeto, vi vorrei dedicare i versi più hard in questa sede di Sanremo, dove ormai s’è parlato d’amore e scritti da una persona vivente, un pover omo, insuperati, di una scandalosa bellezza dedicati alla donna per eccellenza che è la Madonna, Maria Vergine. Versi scritti nel 1300, insuperati. Durano poco poco e fanno così: «Vergine madre, figlia del tuo figlio, umile e alta più che creatura, termine fisso d’eterno consiglio, tu sei colei che l’umana natura nobilitasti... ( i versi del XXXIII Canto del Paradiso di Dante proseguono fino alla settima terzina ). È un omaggio alla donna... (ovazione) No, no, che mi viene... se vi potessi far vedere il mi’ cuore, il mi’ corpo è in tumulto... ve lo farei vedere che batte forte, ve lo tirerei in faccia questo affetto centuplicato per mille perché vi voglio un bene che travalica le montagne, dovunque vada... E per finire, perché l’amore per la persona amata è il più grande di tutti, persino più di quello di quando siamo nati, che se i nostri genitori ci hanno fatto scendere dal cielo alla terra, l’amore per la persona amata ci riporta dalla terra al cielo. Coltiviamo l’amore per la persona amata. E volevo concludere con questa canzone scritta insieme a Cerami e musicata dal maestro Nicola Piovani che si intitola(...) «Quanto t’ho amato»: «Se tu mi avessi chiesto come stai, se tu mi avessi chiesto dove andiamo, ti avrei risposto...» (La canzone segue)
                                                                       




                                                                    ROBERTO SEI GRANDE
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